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La Pace Fiscale
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La nuova Rottamazione Quinquies delle cartelle esattoriali
Da questo punto di vista, l’obiettivo del Governo vuole essere duplice: da un lato ridurre l’enorme magazzino debiti, che oggi è oltre i 1.300 miliardi di euro, e dall’altro recuperare risorse da crediti
effettivamente ancora esigibili, separandoli da quelli ormai irrecuperabili. Ma, a differenza delle
precedenti edizioni, il Governo punta su una rottamazione maggiormente selettiva, più restrittiva
e calibrata.
Fino a 54 rate bimestrali, fino a 9 anni per pagare
Vengono introdotti anche interventi di pacificazione fiscale rivolti ai contribuenti per i carichi affidati all’Agente della Riscossione fino al 31 dicembre.
È allo studio un limite massimo di importo, ad esempio sotto i 30.000 euro, oltre il quale non si potrà accedere alla misura. Si potrà saldare il tutto in un’unica soluzione, oppure scegliere di corrispondere il debito in 54 rate bimestrali uguali e spalmate in 9 anni.
La misura della pace fiscale è rivolta a quei contribuenti che hanno già presentato la dichiarazione,
ma hanno omesso il pagamento. Vi è la possibilità di aderire alla misura anche per gli enti locali.
Condono limitato per importo, con saldo e stralcio
Il nuovo condono delle cartelle non sarà dunque generalizzato, ma riservato a specifiche categorie di contribuenti, limitato per importo (ad esempio sotto una certa soglia), affiancato da un saldo e stralcio parziale, dove il contribuente pagherebbe solo una parte del debito originario. I contribuenti per i carichi affidati all’Agente della Riscossione fino al 31 dicembre 2023 potranno essere definiti in una unica soluzione oppure pagati nei predetti 9 anni. L’effetto immediato sarebbe duplice: ridurre il contenzioso e fare cassa, ma anche in questo caso l’impatto politico sarà delicato.
Restano esclusi i “debitori seriali”?
Si parla inoltre del c.d. “effetto premiale” per chi non ha mai pagato. Parliamo dell’introduzione
di alcuni criteri di merito o reddito, ma tenendo fuori coloro che sono considerati “debitori seriali”.
La misura, inoltre, sta incontrando la resistenza di alcune Regioni, che chiedono di escludere
i propri tributi locali dal perimetro del condono, temendo minori entrate nei bilanci regionali.
Dal punto di vista del contribuente, questa è un’occasione da non sottovalutare per regolarizzare
la propria posizione fiscale a condizioni agevolate, riducendo il rischio di pignoramenti e
azioni esecutive.

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